Come la teatroterapia concorre all’apprendimento?

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Come la #teatroterapia concorre all’apprendimento?

Se sei una mamma o un papà oppure un insegnante di certo ti sarai chiesto cosa sia l’apprendimento e come si possano sostenere i tuoi figli o i tuoi alunni, a riguardo.

Ti parlo dalla mia esperienza.

Apprendere è una facoltà che tutti abbiamo e sviluppiamo crescendo, ma il “come” farlo è la domanda che molti di noi adulti, me compresa ci siamo posti.

Ebbene, i fattori che concorrono a creare una base concreta per favorire l’#apprendimento sono:

-un ambiente in quanto luogo ampio, caldo e luminoso,

-alternanza di attività di rilassamento e di ricarica energetica attraverso il corpo,

-elementi di gioco per favorire la cooperazione di gruppo,

Questi tre fattori sono elementi fondanti dei gruppi di lavoro, nei quali conduco bambini e ragazzi alla conoscenza di sé e alla scoperta esperienziale di contenuti.

Essi vengono condotti verso il raggiungimento di un singolo obiettivo, alla volta.

E sai qual’è il primo che mi pongo di rendere a loro fruibile nell’immediatezza?

La libertà.

Senza di questa tutto è inutile e di scarso valore. Perché?

Beh, per il semplice fatto che se compio un’azione senza pensare di poterla fare e senza sentire di essere in grado, ma soprattutto di amarla fare, essa equivale a un semplice gesto automatizzato che risponde a un dovere e diventa ben presto una delle tante “nozioni” acquisite e archiviate nel contenitore del nostro cervello chiamato: “DISCARICA DEI CONTENUTI”.

Cosa se ne fanno i bambini e i ragazzi di tante parole, fatti, eventi, azioni se esse non sono state pensate, sentite, vissute, espresse, condivise L I B E R A -M E N T E ?

E se invece ci fosse un modo per attivare tutte le cellule cerebrali, farle scorrere lungo le arterie, moltiplicare i battiti e far fuoriuscire da tutti i sensi l’esperienza diretta e libera dei bambini e ragazzi?

Non mi sto inventando un atto magico, un nuovo metodo o cercando di portarti sulla Luna.

Ma quello che concorre a liberare le menti dei giovani di oggi è la qualità del tempo dedicato al loro apprendimento.

E se noti ho parlato di “qualità” non di “quantità”. Non servono ore e ore sui libri, web e fonti varie…ma come impiegano le ore ad esperire concetti, emozioni e a stimolare la loro creatività e le loro capacità intuitive in favore di nuove abilità.

La #teatroterapia è un canale, una strada, un mezzo utilizzabile sin da subito.

I ragazzi ci possono trovare strumenti che possono servire a dire:”Ecco è così che volevo dirlo!” oppure “Ho trovato la risposta!” o anche “Mi sono sentito me stesso”…

Ciò che conta davvero non è il mezzo con cui ci arrivi, ma come ci arrivi a quell’obiettivo.

E questo è il mio compito: fornirti un mezzo per renderti autonomo a trovare il tuo “come” autentico, unico e valido perché proviene da te.

Non chiederti di cosa ha bisogno il mondo…chiediti che cosa ti rende felice e poi fallo. Il mondo ha bisogno di PERSONE FELICI! -Il piccolo principe-

 

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