L’anorgasmia

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La vita a volte ti dà delle prove incredibili per permetterti di misurare il tuo grado di amore e non amore verso te stessa. Quando ti accorgi che hanno questa funzione è immediata la presa di coscienza: ti rendi conto che il vero limite alla tua gioia sei solo tu e tu stessa.
Smetti in un istante di vestire qualcuno oltre a te dell’abito della responsabilità.
Quante volte ancora, sarai disposta a metterti in quella situazione di gioco, che seppur consapevole ti rende terribilmente vulnerabile?!
Esistono orgasmi vissuti in silenzio, quelli che nella mente immagini e nel cuore desideri come il più grande nutrimento che l’altro ti possa dare.
Menzogna.
Ecco, aspettarsi che l’altro celebri il tuo piacere, se non pure un’enorme bugia, noi siamo nati per soddisfare il nostro piacere, nessuno può omaggiarci di tale gioia.
E’ che ci insegnano che l’altro nella relazione possa rispondere ai nostri bisogni, che possa attraverso la condivisione aggiungere quel valore oltre…ma sono tutte illusioni. Siamo noi stessi che possiamo omaggiarci di tale gioia e piacere.
Se non altro ci sono solo persone di passaggio, nessuna è destinata a rimanere se non quel soffio necessario per sentirci meno soli nel tempo. Può essere una parentesi breve oppure lunga, ma poco importa la sua durata, se non quel tanto che serve a renderci saldi nella nostra autenticità.
Il corpo ci dice tutto e dobbiamo ascoltarlo perché altra scelta non c’è se non quella di soccombere e morire ancora un po’ dentro.
Tutto ha avuto inizio proprio da dentro da quell’utero materno che malamente ti ha custodita bambina, che quando ti ha spinta fuori forse non ti ha colmata pienamente di quella forza vitale necessaria per fidarti del mondo, per fidarti di te…prenditi per mano e cammina cercando di aprirti per gioire anziché avanzare a tentoni brancolando nel buio di qualcuno…di un’idea, di un concetto ignoto.
Quale alternativa ci potrebbe essere?
La scelta di tuffarti insieme alla tua paura nelle profondità del tuo essere, dentro a quel tunnel nero che ancora è immateriale, forse freddo e informe, ma che ha un estremo bisogno della tua attenzione.
Come riconoscerlo?
E’ quel luogo dell’anima che quando sfiori con il cuore fa lacrimare i tuoi occhi e ti rende tremendamente vulnerabile.
Il sale contenuto nei tuoi occhi può insaporire la tua vita, può renderti bellissima allo specchio, può portarti così tanto vicino a te stessa da trovare in te godimento e piacere.
Approvazione. E’ la parola chiave, per tutte le sfumature che stai vivendo e che non lasci più incatenate nei meandri dell’inconscio, ma che hai deciso di far uscire dallo scrigno segreto dei tuoi sentimenti.
Fiumi di parole scorrono libere ora e ti portano a creare, a sprigionare da dentro a fuori la potenza della tua bellezza.
Rifiorire sarà allora, il processo più naturale, come se fosse la cosa, il mestiere che da sempre sai fare e che ti sembrerà di ricordare dopo averlo dimenticato, nella soffitta polverosa del passato.
Quel luogo pieno di ragnatele ora viene rinnovato, illuminato, rinfrescato dalla brezza pulita di una nuova primavera che hai tu stessa scelto di far tornare.
Ecco che vedi così danzare a braccetto desideri, progetti, creatività, relazioni, nuove attività che prima forse, non avresti mai e poi mai pensato di saper fare, di poter partorire.
Parto.
Il parto sì è la metafora necessaria per noi donne, cara sorella, amica di percorso per rendere in un’immagine ciò che è nostro potere. Il nostro potere generativo, dove acqua e fuoco si plasmano in terra e si librano nell’aria.
Ma l’incipit di tale processo sei tu a sceglierlo, io posso solo guidarti.
E questo testo giunto ora nelle tue mani, sotto i tuoi occhi e forse come una carezza delicata e rispettosa nel tuo cuore è un piccolo significativo segno che sei sul giusto cammino, a te coglierne il tuo personale messaggio.
Da cuore a cuore
Barbara

 

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