Il mio spazio sacro

 

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Questo articolo nasce ispirato dal colloquio di counseling con una mia cliente.

Quando arriva il momento degli interrogativi rispetto alla nostra esistenza, a ciò che desideriamo veramente al perché agiamo in un certo modo…ecc ci troviamo a ricercare risposte, ad indagare  e a chiedere spesso fuori da noi.

Può accadere, la maggior parte delle volte, di trovarci in questa condizione quando ci sembra di esserci persi, di avere in qualche modo perso il controllo della nostra nave ed ecco che le mappe che prima ci orientavano in qualche modo lungo la tratta della vita quotidiana, ad un certo punto non vanno più bene.

Non siamo noi ad essere sbagliati, bensì siamo semplicemente cambiati e le circostanze esterne ce lo mostrano come uno specchio nel quale però non riconosciamo più l’immagine riflessa.

Lo spazio sacro è allora, un modo per ricreare il simbolo del nostro luogo intimo dove abitiamo in contatto emozionale e presenza mentale con noi stessi.

Per entrarci possiamo scegliere di fermare la forsennata corsa fuori da noi, e a stare in ascolto con ciò che vive in noi.

Sarà appassionante ed emozionante ricreare fuori, nella ritualità della vita di ogni giorno quei gesti e quelle immagini che ci rassicurano e fanno sentire la nostra appartenenza a chi siamo profondamente ed autenticamente.

Riconoscerci sarà dunque naturale, spontaneo e vitale.

Ed ecco infine che la nostra fiamma ardente si avvilupperà per rigenerarci e portarci a vivere nel rispetto e nell’assecondare i nostri bisogni nella sincerità dell’amore per noi stessi.

Del resto, quale altra unione se non quella con tutte le nostre parti ci potrebbe rendere liberi?

Da cuore a cuore

Barbara

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