Sindrome di Down in Teatroterapia

Simone Albese tt

 

Questo articolo è dedicato a S. che per motivi di privacy, oggi chiamerò Stefano.

Stefano è un ragazzo di 17 anni, un ragazzo speciale e sensibile appartenente alla categoria dei ragazzi dalla Sindrome di Down.

Le sue capacità verbali sono alquanto ridotte a pochi fraseggi, gorgoglii e suoni simili alle parole.

Nonostante questo è amato da tutti per la sua solarità, simpatia e capacità di ironizzare.

L’ho conosciuto durante il percorso di #teatroterapia intrapreso tre mesi fa, presso l’Istituto San Vincenzo in provincia di Como.

Lavorare nel piccolo gruppo per Stefano è utilissimo per confrontarsi, apprendere e sentirsi parte di un progetto. Infatti, ogni attività gli permette di poter essere accolto nel rispetto dei suoi tempi, molto più lenti rispetto agli altri partecipanti, senza che gli venga tolta la giusta attenzione e la possibilità di “dire” anche la sua.

La teatroterapia diventa un mezzo di gioco, esplorazione, rappresentazione di sé, usando dei temi chiavi, quali: le emozioni, le situazioni quotidiane, i temi sociali dei ragazzi suoi coetanei…inoltre si ha sempre la possibilità di essere i registi, a turno, della storia da interpretare.

Interessante è il mio constatare che, seppur in difficoltà rispetto ad alcune consegne, Stefano riesce sempre a trarre il meglio dagli altri ragazzi.

Ad esempio, durante i training attorali, bioenergetici e le visualizzazioni guidate, Stefano dimostra a se stesso con euforia di essere in grado di fare come gli altri, mantenendo la sua individualità e di assorbire, letteralmente, le energie positive dei suoi compagni.

Ad esempio, durante una visualizzazione guidata o ad un training sul respiro diaframmatico, Stefano si rilassa tantissimo, circondato dai respiri e dalla presenza attiva degli altri ragazzi.

Come sempre il gruppo dimostra quanto potente possa essere l’unione tra i partecipanti e quanto questo favorisca la consapevolezza di sé e la valorizzazione del diverso che mi fa da specchio.

Stefano ha la possibilità di specchiarsi negli altri ed attivare da dentro di sé le risorse necessarie a partecipare, nella libertà del suo essere.

Grazie a Stefano anche gli altri ragazzi si misurano sulle loro capacità di: ascolto, accoglienza, rispetto dei tempi altrui, percezione dell’uso dello spazio, dei gesti e dei significati di ogni movimento ed espressione non verbale.

Questo è un gruppo che si sta arricchendo ogni incontro di esperienze nuove, e attraverso queste sta incrementando la forza del singolo.

Per me è meraviglioso poter essere non solo la vostra conduttrice, ma diventare la vostra assistente/spettatrice.

Grazie!

Da cuore a cuore

 

Barbara

sindrome di down tt

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